Come capire se le tue pentole sono adatte per il piano a induzione

Passare alla cottura a induzione non significa necessariamente dover acquistare nuove pentole. Se è vero, infatti, che non tutti i recipienti sono adatti a questa tecnologia, è vero anche che buona parte dei tegami e delle padelle che hai accumulato in anni di fornelli a gas potrebbe continuare a esserti utile. Per riorganizzare al meglio la credenza della tua cucina ci sono dunque alcuni elementi da tenere in considerazione e un solo requisito fondamentale. 

Il fondo “ferroso”

È l’unica conditio sine qua non: le pentole idonee per l’induzione devono avere un fondo realizzato in materiale ferroso. Il piano a induzione, infatti, funziona come un’enorme calamita alimentata ad elettricità che trasferisce calore alle pentole attraverso il campo magnetico che genera al contatto con esse. Ghisa, acciaio, acciaio smaltato e acciaio inox sono in grado di avviare questo meccanismo; alluminio, rame, ottone, vetro, ceramica e porcellana no. Ma come riconoscere che il fondo sia davvero quello giusto? Esistono vari modi.

Attacca un magnete

Prendi una calamita e avvicinala alla parte inferiore della pentola. Se rimane attaccata, allora non c’è alcun dubbio sulla compatibilità con l’induzione. Fai però attenzione che la presa del magnete sia ben salda, in caso contrario la cottura potrebbe non essere ottimale. Se invece non si genera nessuna attrazione, vuol dire che il fondo non contiene i metalli adatti per attivare il calore sulla piastra. 

 

Scalda dell’acqua

Un altro modo per testare la funzionalità della nostra pentola consiste in una rapida prova di cottura. Metti a scaldare una piccola quantità d’acqua su una piastra impostata al livello massimo di potenza. Se l’acqua diventa bollente nell’arco di un brevissimo tempo, la pentola è perfettamente idonea.

Controlla la certificazione

E’ possibile comunque verificare l’effettiva magnetizzazione del fondo consultando il cartellino di accompagnamento della pentola: laddove è presente un simbolo simile a una serpentina significa che è stata pensata e costruita per cucinare con l’induzione. La certificazione, oltre a garantire la buona fattura della pentola e l’idoneità dello scopo per cui è stata acquistata, diviene di fondamentale importanza in caso di fondi multistrato, che mescolano per esempio acciaio e alluminio.

Misura spessore e diametro

Oltre a essere magnetizzato, il fondo delle pentole per l’induzione deve avere uno spessore tale da condurre uniformemente il calore e ridurre al minimo il rischio di bruciature degli alimenti. Più è spesso il fondo, insomma, più omogenea sarà la cottura. Da valutare anche il suo diametro: per operare al meglio, la base inferiore della pentola deve occupare almeno 2/3 della zona di riscaldamento, così da ricevere tutta la potenza generata dal campo magnetico.

Il diametro della pentola è riportato anche nel foglio illustrativo che l’accompagna. Ricordati però che la misura segnalata è sempre riferita alla parte superiore del contenitore o al suo coperchio, le cui dimensioni sono maggiori rispetto al fondo.

Fai attenzione a manici e coperchi

A ogni pentola, infine, va abbinato il rispettivo coperchio: scegliamolo trasparente anziché in acciaio, in modo da poter controllare lo stato dei cibi senza bisogno di toccarlo e da non riflettere calore all’interno, velocizzando ulteriormente la cottura.

Non trascurare nemmeno i manici: devono consentire una presa comoda e sicura, essere ergonomici e fatti di un materiale resistente al calore, come la resina o il silicone.

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